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Tutto esaurito al Teatro del Popolo per lo spettacolo dedicato alle donne, in una giornata dedicata a loro in tutto il mondo; presenta la presidentessa dell’associazione La Casa delle Donne Ivana Graglia

Gallarate – Soldout al Teatro del Popolo di Gallarate per uno spettacolo teatrale dedicato alla Giornata della Donna, una ricorrenza celebrata in tutto il mondo con varie iniziative. Il Teatro del Popolo sceglie di farlo con uno spettacolo sociale realizzato da una compagnia di gente qualsiasi del nostro territorio.

Essi ci vogliono raccontare storie di donne di varie epoche condannate per il semplice fatto di avere delle idee diverse da quelle del contesto in cui vivevano, per il fatto di essere libere e indipendenti o semplicemente perché non rispondevano pienamente al modello femminile dell’epoca alla quale appartenevano.

Molte di loro erano considerate perciò streghe, donne maledette, portatrici di danni e sventure e capaci perfino di ammagliare con il loro semplice sguardo chiunque le incontrasse sul proprio cammino. Erano spesso menti brillanti, anche ottime scienziate, infermiere, farmaciste, chimiche, biologhe, in un periodo in cui il sapere scientifico era considerato appannaggio maschile. Basti ricordare Aspasia di Mileto, maestra di retorica e donna di grande intelligenza, piuttosto che Ipazia di Alessandria, matematica, astronoma, filosofa greca, per giungere alle tante donne torturate e condannate dall’Inquisizione nel ‘600.

Loro hanno avuto il coraggio di dimostrare l’esatto opposto e di ribaltare questo pregiudizio così radicato nella loro società. Il prezzo da pagare, però, è stato molto alto, perché la maggior parte di loro è stata condannata a morte: una fine orrenda, infamante, che testimonia la crudeltà e la barbarie di uomini incapaci di accettare la figura femminile in quanto tale.

Purtroppo questo atteggiamento non è scomparso..sopravvive tutt’oggi nel subdolo quanto riprovevole fenomeno del femminicidio, che continua a mietere vittime.

C’è però un altro aspetto, forse ancora più sottile ma non per questo indifferente, della violenza contro le donne: si tratta dei roghi mediatici sapientemente allestiti contro la malcapitata di turno, colpevole soltanto del fatto di essere diversa dalle altre e, per questo, degna della più aspra condanna. Come disse Primo Levi “le parole sono pietre” e una volta scagliate possono fare molto male, fino ad uccidere.

Il fenomeno che ho appena descritto ne è un esempio lampante e dev’essere un monito affinché gesti simili non vengano mai più compiuti.

Lo spettacolo di stasera si pone proprio in questa direzione, cercando di favorire una maggior consapevolezza del ruolo femminile nella società contemporanea e la diffusione della cultura del rispetto della donna in ogni sua forma e situazione, scevra da condizionamenti di natura ideologica, religiosa o politica. Aiuta inoltre le donne che sono state vittime di violenze e soprusi perché si possano reinserire al meglio nel tessuto sociale e riprendere il loro lavoro e la loro dignità.

Si ringraziano gli attori della compagnia Dietro le quinte, in particolare: Fulvio Arcarese, Giancarlo Boscolo, Valentina Buondonno, Amerigo Cavalli, Camilla Colombo, Salvatore Ferla, Adalberto Galassi, Gianfranco Colbertaldo, Ivana Graglia, Gabriella Mastracchio, Carlo Parascandolo, Chiara Parascandolo, Angela Pesce, Elena Sarugia e Lidia Sbalchiero; accompagnamento corale a cura del Coro Rebelde di Varese; accompagnamento musicale a cura di Danilo Tomasino(chitarra classica), Ugo Perini(percussioni e flauto traverso) e Nicoletta Curreli(flauto traverso).

Un notevole contributo è stato offerto anche dal nutrito corpo di ballo degli studenti del Candiani-Bausch di Busto Arsizio, in particolare gli alunni della classe 3 coreutico: Rebecca Giavara, Marika Ferulli, Carolina Merlo, Elena Galbiati, Camilla D’Agostino, Laura Pacioretti, Kima Lombardo, Noemi Biondini, Alessia Poliseno, Sofia Alessio, Martina Zanoni e Chiara Magagnotti e Ylenia Bagli della 4 coreutico.

La scenografia è stata realizzata dalle classi 5 F2 e 5 SG con il prof. Francesco Marelli. Un ulteriore ringraziamento va anche all’assessore alla cultura del comune di Gallarate, la dott.ssa Isabella Peroni, che ha patrocinato questo evento. Last but not least, il tecnico delle luci e del suono Alberto Cavallini.

Nell’atrio del teatro è stato allestito un piccolo banchetto con dei maufatti i cui fondi vanno in beneficenza all’associazione La Casa delle Donne.

Ludovico Bandera

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