PARABIAGO
Abitanti: 29.874. Provincia: Milano. Superficie: 14,17 km²
STORIA
Parabiago ha origini antichissime: dal primo insediamento palafitticolo della Cultura di Canegrate (XIII secolo a.C.), fino ad un abitato più sviluppato sotto la dominazione dell'Impero Romano (I secolo a.C. - V secolo d.C.), del quale sono giunti ai giorni nostri alcuni reperti archeologici, di cui il più importante è senza dubbio la Patera di Parabiago (IV secolo).E’ del 1339 la storica Battaglia di Parabiago, per la successione alla Signoria di Milano caratterizzata da un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio. Durante i secoli successivi Parabiago ha una lenta decadenza, difatti subisce ben due saccheggi, oltre a due epidemie .Nel 1668 un gruppo di Monaci Cistercensi si insedia presso il Monastero di S. Ambrogio della Vittoria. Il '700 fu nuova epoca di splendore per Parabiago sotto il governo austriaco. Nel marzo dell'anno 1700 Don Claudio Cavalleri e suo fratello Filippo fondano il Collegio Cavalleri, rinomata scuola rivolta ai figli delle famiglie nobili milanesi. Comincia l'opera artistica di Giuseppe Maggiolini, ricordato come Maestro d'Intarsio; le sue conoscenze in campo artistico, portano nel suo paese natio l'architetto Giuseppe Piermarini, incaricato di disegnare la facciata della Chiesa dei S.S. Gervasio e Protasio. Nell’800 si risentono anche a Parabiago gli effetti della Rivoluzione industriale: si inaugurano la linea ferroviaria Milano-Gallarate (1860) ed il Canale Villoresi (1884); nel 1899 Paolo Castelnuovo fonda la prima fabbrica di scarpe, Parabiago è destinata a diventare la Città della calzatura. Negli anni sessanta del ‘900 anche per la cittadina, come per il resto d'Italia, si ebbe il boom economico e demografico.
PUNTI DI INTERESSE
Cosa visitare a Parabiago
Chiesa di S. Ambrogio della Vittoria
La Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria è stata costruita nel 1339 in onore al Santo Patrono milanese per ricordare il suo intervento miracoloso nella Battaglia di Parabiago; durante il Seicento venne aggiunto al suo fianco un piccolo Convento dai Monaci di San Barnaba e Sant'Ambrogio ad Nemus ed infine tra il 1708 ed il 1713, i monaci cistercensi diedero vita ad un grandioso progetto di ricostruzione di Chiesa e Monastero, che è quello degli edifici tuttora esistenti; attualmente il campanile è privo di campane, secondo una diceria popolare sarebbero stati i soldati napoleonici, o addirittura Napoleone stesso, a portarle via durante la Campagna d'Italia, ma in realtà vennero donate al Santuario di Saronno nel 1798 alla soppressione dell'Ordine Cistercense. L'intero complesso è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1913.
Villa Ida Lampugnani
Costruita nel 1907, Villa Ida Lampugnani è stata la dimora dal Senatore Felice Gajo.La Villa, in stile Liberty, è immersa in un parco secolare di 10.000 mq. Lo stato di conservazione è ottimale e gli arredi sono originali dell’epoca, pregiati e di grande raffinatezza. Gli interni sono composti da più sale, magnificamente decorate e affrescate.<br /> Di fronte alla Villa si trova il Santuario di San Felice, eretto negli anni ’40, il Santuario è di proprietà degli eredi della famiglia Gajo Lampugnani.
Museo Storico-Culturale Civico Fondazione Carla Musazzi
Il museo è diviso in tre sezioni: la prima documenta gli scavi archeologici, la Battaglia di Parabiago, toccando anche le grandi guerre e i secoli precedenti. Nella seconda sala viene illustrata la vita e lo sviluppo professionale del grande intarsiatore Giuseppe Maggiolini attraverso alcuni cimeli. Nell'ultima sala, chiamata sala delle ``curiosità``, troviamo piccole collezioni, oggetti singoli, fossili etc. L’ organizzazione dello spazio è stata fatta pensando a una finalità prevalentemente didattica. Il museo, che illustra la storia parabiaghese, è dedicato molto ai giovani, complice l'ausilio dell'informatica che ha reso moderno lo spazio espositivo.
Villa Corvini
Importante palazzo settecentesco costruito intorno a corte e prospettante su due lati il giardino ricco di alberature. Le eleganti facciate del corpo principale a due piani presentano finestre con sobrie cornici; in quella su strada risalta il portale di ingresso con sovrastante apertura e balconcini in ferro battuto, con motivi decorativi di fine disegno. L'ingresso immette nel vasto portico con colonne binate e volte ribassate con stucchi e affreschi; una fascia a mensole forma il sottogronda. Interventi del periodo romantico si notano nel corpo interno prospettante il giardino. All'interno si trovano sale con soffitti a cassettone decorati.<br />
Museo Crespi Bonsai
Unico al mondo nel suo genere, questo angolo d'Oriente perfettamente inserito nel mondo occidentale raccoglie una preziosa collezione di piante secolari, vasi e libri antichi. Il museo nasce per volontà di Luigi Crespi, primo importatore italiano di bonsai, che ha voluto offrire la sua trentennale esperienza nel settore a favore di tutti gli appassionati e agli amatori di bonsai.
Chiesa della Madonna di Diolsa
L’attuale chiesa sorge sui ruderi di una cappella campestre di cui si conserva ancora un affresco antecedente al '500 sulla mensa dell'altare maggiore, racchiuso in una teca di vetro, che rappresenta la Vergine con Cristo in Gloria. La tradizione assegna l’iniziativa della costruzione della chiesa ai monaci di S. Ambrogio ad Nemus che reggevano, sino al ‘600, la chiesa e il convento di S. Ambrogio della Vittoria. I terreni su cui sorge la chiesa e quelli intorno, erano situati ai confini dei vasti possedimenti dei monaci; pertanto la chiesa doveva essere meta delle passeggiate ricreative e meditative dei frati.
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