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Il presidente dell’Associazione Amici del Palio di San Pietro, Tiziano Perversi, insieme alla segretaria, Cristina Brambilla, ci hanno raccontato la storia e la struttura di questo evento molto sentito dalla città di Abbiategrasso, la cui 40a edizione è andata in scena la scorsa Domenica, con il patrocinio di Regione Lombardia, il Comune e la F.I.G.S. (Federazione Italiana Giochi Storici). Vittoria Palio 2019 alla contrada ” Legnano”

Abbiategrasso – Nato nel 1980 da un’idea di Don Luigi Alberio, ai tempi parroco della Chiesa di San Pietro, ed Augusto Rosetta, il Palio di San Pietrorappresenta una delle tradizioni più radicate della città, riuscendo al contempo a sconfinare. Come ci informa Tiziano Perversi, infatti, da cinque anni è iscritto alla Federazione Italiana Giochi Storici (F.I.G.S.) oltre ad essersi meritato una medaglia d’encomio conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il primo Palio veniva corso con la sella, dal terzo anno in poi viene corso a pelo” continua a raccontarci Tiziano. Nato con cinque contrade, è arrivato ad averne sette per poi tornare a cinque, che attualmente sono: GalloLegnanoNuova Primavera CerviaPiattina e San Rocco.

Palio di AbbiategrassoEntrando nella particolarità del Palio di San Pietro, si parte con la mini sfilata, una settimana prima, per poi passare alla presentazione del Cencio in Piazza Marconi, la cui realizzazione è affidata, da dieci anni, ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado tramite il concorso “Dipingi il Cencio”. Il miglior dipinto su tela diventa il Cencio del Palio dell’anno corrente.

Dopo il Palio, va in scena la “Festa di Balon”, quest’anno il 29 Giugno, derivante da una tradizione contadina in cui si bruciava un pallone come rito propiziatorio. “Di qua dal ponte c’è Abbiategrasso e ci sono i leca banchin, al di là dal ponte ci sono i balon de San Peder” ci informa si dicesse Tiziano Perversi, mettendo il luce le divisioni in passato presenti in città.

Il giorno della gara, i momenti di suggestiva evocazione storica si avvicendano sin dalla mattina, con la Messa propiziatoria in San Pietro, la benedizione dei cavalli, del cencio, dei fantini e dei capitani che, successivamente, si recano in Comune a firmare il Regolamento Corsa.

Cristina Brambilla ci parla della sfilata storica che avviene durante il pomeriggio. “Ognuno parte dalla sua contrada raggiungendo il Castello Visconteo, poi la sfilata riesce compattata seguendo un ordine che è in base ai risultati dell’anno precedente. L’ultima ad uscire è la vincitrice della scorsa edizione” la quale si occupa dell’organizzazione della Corte, il pezzo conclusivo della parata, formato da figuranti che impersonano i suoi membri, come ad esempio la Regina.

Dopo essere uscite dal Castello, le comparse, che come continua ad informarci Cristina sono circa ben 50 per ogni singola contrada e 30 per la Corte, attraversano le vie centrali di Abbiategrasso dirigendosi alla Fiera di Via Ticino, in cui compiono il giro del campo di corsa prima dell’esibizione degli sbandieratori.

 

A questo punto la competizione può iniziare. Una gara in cui i fantini partecipanti corrono nei Palii di Siena ed Asti e che quest’anno ha visto la vittoria di Fabio Ferrero per la contrada Legnano (clicca qui).

L’Associazione Amici del Palio di San Pietro, oltre che di questa importante rievocazione storica, si occupa della gestione del ristorante all’interno della Fiera di Via Ticino durante i grandi eventi annuali, della realizzazione del presepe di Augusto Rosetta per le festività natalizie in Corso San Pietro, dell’organizzazione della sfilata dei Re Magi “In cammino con la stella” e del Carnevale.

Fotografie a cura dell’Associazione Amici del Palio di San Pietro città di Abbiategrasso.

Samantha Tucci

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