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L’artista internazionale Hevia ospite a Cassano Magnago per il coinvolgente concerto di chiusura della prima edizione del festival Celtic Wave

Cassano Magnago – Sono stati tre giorni intensi, quelli dal 10 maggio al 12 maggio 2019. Questo è il periodo in cui si è svolta la prima edizione di Celtic Wave, il festival di musica folk, irish e celtica che ha trasformato l’Area Feste di Cassano Magnago in un “angolo d’Irlanda”. La manifestazione si è conclusa domenica 12 maggio 2019 con il concerto di Hevia (preceduto dalle esibizioni di Silly Farm e Cùig), invitato dagli organizzatori dell’evento: Gens D’Ys – Accademia di Danze Irlandesi, Uncle Bard and the Dirty Bastards e YUBA.

Già dalle ore 12.00 i cancelli di via Primo Maggio si sono aperti permettendo ai visitatori di assaggiare la cucina dei food trucks e di curiosare tra i prodotti artigianali messi in mostra sulle bancarelle. Dalle ore 15.30 gli adulti e i bambini – che hanno voluto cimentarsi nel ballo – sono sati allietati con gli stage di danze irlandesi (di cui uno tenuto dalla stessa Gens D’Ys).

Il gruppo musicale Silly Farm è esperto della tradizione dell’area irlandese, scozzese e bretonema ha nel proprio repertorio anche brani balfolk italiano, francese e internazionale. Il genere dei Silly Farm è riconoscibile per via dei virtuosismi al violino, accompagnati dai ritmi energici delle chitarre. Il risultato è il suono coinvolgente che tanto caratterizza la formazione estremamente versatile, la quale è in grado di spaziare dai concerti on the road a quelli dei grandi festival (come “Danzas Sin Fronteras”, “L’Artigianato in Fiera – Rho Fiera Milano”, “Zingaria”, “NovaAria”, “San Patrizio Milano Festival”, “Busto Folk” e molti altri ancora).

Prima della conclusione da parte di Hevia(formazione: Josè Angel Hevia, Maria Josè Hevia, Roberto Jonata, Michele Lavarda e Giulio Zanuso), si sono esibiti sul palco di Celtic Wave i Cùig (già ospitati durante la seconda serata del festival) e Gens D’Ys. Infine, il tanto atteso artista spagnolo: Hevia al Celtic Wave. La sua fama è dovuta per l’abilità musicale (è un piper internazionale) e per essere stato l’inventore della cornamusa elettronica.

Hevia ha letteralmente rivoluzionato la musica popolare, motivo che gli sono valsi i dischi d’oro e di platino in molti Paesi, tra cui Italia, Ungheria, Belgio, Danimarca e Nuova Zelanda. Con la sua ricerca musicale ha rinnovato l’interesse per la cornamusa e la musica folk in generale. Non a caso di lui si è detto: “Grazie all’impatto della sua musica, scuole di musica tradizionale del Paese sono ora piene di studenti”.

Nel 2018 è uscito l’album “Al Son Del Indianu”, nel quale si narra – attraverso la musica – il percorso fatto da Josè in lungo e in largo per l’America latina. L’intento dell’artista era quello di scoprire nuove tradizioni asturiane portate con sé da quei migranti che, alla stregua degli italiani e di altri europei, durante la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, partirono alla volta del “Nuovo Mondo” per trovare condizioni di vita migliore rispetto a quelle che avevano nel “Vecchio Continente”.

Hevia, durante il concerto, ha presentato brani dai ritmi legati alla tradizione popolare, come l’alborada, forma musicale caratterizzata dalla cornamusa e dal tamburo che solitamente dava il “La” ai festeggiamenti; o, ancora, come il fandango. Il musicista ha spiegato che spesso in passato i pastori suonavano la cornamusa quando scendevano dai monti in modo da spaventare i lupi e tenerli lontani.

Così, passeggiando tra gli stand e le bancarelle, l’aria che si respirava era di festa: odore di cuoio e legno lavorato, incenso, musica e golosità enogastronomiche. Questi sono stati gli elementi per festeggiare il “tempo di Beltane” (intorno il 5 maggio). L’intento degli organizzatori del festival Celtic Wave non era assolutamente legato ad attività pagane ma era puramente di carattere culturale.

Infatti, attraverso la musica, l’artigianato e l’enogastronomia è stato possibile vivere tre giorni all’insegna della cultura celtica e delle sue declinazioni contemporanee (quali principalmente la musica folk). I risultati sono stati positivi, la partecipazione elevata (nonostante il mal tempo) e non resta che aspettare la prossima edizione – come si augurano tutti gli “attori” del festival (tra cui anche Rosafanti Rugby, l’Associazione Culturale Le Officine, il Comune di Cassano Magnago, il Distretto Commerciale e la Consulta Comunale Attività Economiche) e, verso l’autunno, Busto Folk.

Emmanuele Occhipinti

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Galleria fotografica a cura di Emmanuele Occhipinti:

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