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Vi è piaciuta la nostra visita a San Martino (se te la sei persa clicca qui)? Il nostro viaggio prosegue a San’Ambrogio, vero gioiello incastonato nell’antico “burgu di maragasc”. Un cuore che batte nei colori gialloverdi dell’omonima Contrada.

Ecco com’è andata:

L’antico tempio sorge in quel che nei tempi era noto come “ul burgu di maragasc”, inequivocabile richiamo alle pannocchie che per secoli sono state sgranate sulle aie delle corti che fino al secolo scorso ne costituivano il reticolato, cuore di una Legnano che non c’è più. Un cuore che batte nei colori gialloverdi dell’omonima Contrada.

Ma è anche la chiesa del Collegio dei Capitani, quella dove si celebra l’investitura del Gran Maestro e dove ebbe primaria sede. Alla metà del Novecento l’ala nel fondo della chiesa venne utilizzata per raduni e lezioni di catechismo, successivamente la chiesa venne chiusa al culto e nel 1957 venne murata l’ala sud-ovest per ricavare locali a disposizione dei “Capitani” dell’allora Sagra del Carroccio.

Ed è sicuramente tra le più antiche, ne abbiamo conferma anche dagli scavi per ristrutturazione, iniziati nel 1984 e conclusi nel 1991, che hanno portato alla luce un’abside semicircolare di ciottoli bianchi dell’Olona e un coccio di vaso della metà del quinto secolo.

Se andiamo indietro nel tempo troviamo la Scuola dei Disciplini, qui eretta da San Carlo nelle sue visite pastorali del 1570. Se ci avviciniamo ai nostri giorni molti ricorderanno ancora l’oratorio dei ragazzi e la sala cinematografica.

I lavori di restauro della Chiesa, e in particolare del dipinto dei Lampugnani, sono sostenuti dal Collegio dei Capitani e delle Contrade del Palio di Legnano.  

Appuntamento a venerdì 11 con la terza tappa del nostro viaggio: la Chiesa di San Domenico. Non mancate.

Gigi Marinoni

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