museo-fratelli-cozzi-area-accoglienza-02-sempione-news

Legnano – Domenica 29 settembre, apertura straordinaria del Museo Fratelli Cozzi in viale Toselli, un’occasione per visitare la storica sfilata di Alfa di ogni epoca, accolti dalla primadonna, elegante e imponente “ammiraglia”, il modello che abbiamo visto nel famoso film “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Ma anche per godere della rinnovata area accoglienza, tra grandi fotografie dell’Italia di qualche decennio fa, rigorosamente in bianco e nero, adagiate sullo sfondo rosso che gli alfisti conoscono bene, e immagini che scorrono sugli schermi per narrare uomini, luoghi e storie che hanno accompagnato glorie e quotidianità del prestigioso marchio, dalle strade di ogni giorno ai più importanti circuiti e gare internazionali.

Come sempre, è Elisabetta Cozzi, presente sin dal mattino col papà Pietro, a raccontarci di cosa si tratta.

Oggi è la Giornata Nazionale del Veicolo d’epoca, indetta dall’Asi (Automotoclub Storico Italiano) la più importante associazione italiana di automobilismo storico, che vuole celebrare queste vetture che rappresentano la storia di tutti noi, oltre che un patrimonio italiano di grande rilevanza, apprezzato in tutto il mondo. Asi ha chiesto a tutti i principali musei d’Italia, a tutte le collezioni, di rimanere aperti e anche noi ci siamo: arriva gente da vari Paesi, è appena sceso un signore arrivato dalla California e riceveremo gruppi, club, insomma ci sarà un po’ di movimento. Abbiamo aderito con piacere a questa iniziativa ancora freschi della pubblicazione del numero di settembre di Ruote Classiche, dedicato ai musei dell’auto italiana, in cui ci hanno onorati di un servizio fatto bene, con grande passione.

È la prima occasione pubblica per far vedere la nostra area accoglienza. Cos’è cambiato?

Prima questo spazio non era dedicato al museo, non era fisicamente separato dalla concessionaria e veniva attivato a seconda degli eventi, in modalità temporanea. Invece adesso, considerato il numero sempre maggiore di visitatori, abbiamo pensato di riorganizzarlo al meglio, anche per i tanti eventi che ospitiamo, e non solo da parte di aziende o club. Questo pomeriggio, per esempio, avremo una festa privata che la figlia regala al padre che va in pensione, egli è una persona molto importante del centro stile Alfa Romeo, e lei lo porterà qua bendato offrendogli una bella sorpresa. In fondo abbiamo una scenografia niente male, dai!

Chi l’ha progettata?

Gli stessi architetti che hanno disegnato concessionaria e museo, Oscar e Gabriele Buratti (lavorano in tutto il mondo e hanno lo studio a Milano ma sono di Busto Garolfo, quindi altra eccellenza del territorio, ndi) e hanno operato sul concept del colore rosso Alfa Romeo, con le fotografie in bianco e nero che fanno vedere le nostre Alfa con personaggi famosi o che corrono coi piloti che ne hanno fatto la gloria.

In una c’è anche Pietro Cozzi…

Sì, lui non lo sapeva, ed è rimasto sorpreso nel ritrovarsi tra Brigitte Bardot, Andrea De Adamich e Rossano Brazzi. Ma lui non è né a Portofino né a Cannes, ma qui a Legnano nel 1963, nella nostra “commissionaria” (allora si chiamava così) Alfa Romeo e sicuramente quelle persone intorno a lui sono di Legnano: la nostra azienda fa parte di questa città, ne è permeata in ogni suo documento, sì perché Pietro, apro una parentesi, ha tenuto tutti i giornali che parlavano di noi, in questo caso la presentazione della Giulia 1300, allora presentare l’auto era un evento con tanto di autorità e stampa, non solo locale.

C’è anche una parte multimediale…

L’area accoglienza è stata progettata su questi colori, con queste suggestioni e con cinque schermi che possono essere utilizzati per proiettare vari contenuti, tra cui quelli del nostro archivio, che finalmente abbiamo finito di digitalizzare: moltissime foto, documenti, depliant, libri e altro materiale. L’abbiamo fatto soprattutto per le scuole, abbiamo sempre lavorato e lo faremo anche quest’anno con le superiori ma stiamo aprendo le porte del Museo anche ai ragazzi di terza media, contenti di fare questa azione di cultura anche verso i ragazzi un po’ più piccoli.

Gigi Marinoni

Comments are closed.

Translate »