PARCHI
I polmoni verdi del nostro territorio
PARCO AGRICOLO SUD MILANO
Il Parco si estende su una vasta area che abbraccia Milano a sud, a est e a ovest: un territorio in cui l’elevata densità di attività umane ha modificato profondamente la natura creando un ambiente ricco e complesso. La biodiversità del parco è accresciuto da alcune aree artificiali che nel tempo si sono trasformate in luoghi di riferimento per la fauna, come il Lago Boscaccio e la Zona Umida di Pasturalo, entrambi originati da attività estrattive e oggi oasi brulicanti di vita selvatica. La flora del Parco comprende circa 850 specie di piante alcune delle quali a rischio di estinzione.Tra la fauna persistono quelle specie che meglio hanno saputo adattarsi alla convivenza con l’uomo: quaglie, allodole, raganelle, ramarri, germani reali, donnole. Nel parco convivono tracce dell’ambiente naturale padano, coltivazioni agricole quali riso foraggio e pioppo, una fitta rete irrigua di fontanili, marcite e canali nonché importanti presenze storico-archilettoniche come le abbazzie di Chiaravalle, Mirasole e Viboldone, insieme a molte altre ville e castelli. Provincia: Milano (MI). Superficie: 46.154,24. Altitudine: da 135m a 155m s.l.m.
PARCO CAMPO DEI FIORI
Il Parco è visitabile attraverso sedici sentieri principali segnalati, ma anche attraverso sentieri di più lunga percorrenza che lo attraversano: il Sentiero Europeo E1, il Sentiero del Giubileo, la Via Verde Varesina, l’Anulare Valcuviano.Data di nascita: 19 Marzo 1984<br /> Il Parco è posto lungo la fascia collinare a nord di Varese, al suo interno i massicci montuosi del Campo dei Fiori e della Martica sovrastano la Pianura Padana.Il nome deriva dalle fioriture che in primavera coloravano i pascoli e che oggi, a causa dell’abbandono della pastorizia, sono stati in parte sostituiti da aree boschive o umide.<br /> I boschi sono dominati da castagni ma anche tigli, frassini e aceri; oltre i 600 metri vi sono faggi e conifere. Alcune selve castanili ben conservate testimoniano la civiltà contadina del passato. Il Parco è popolato di una secreta virietà di rapaci sia nidificanti (nibbio bruno, falco pennacchiolo, poiana, parviero, astore, falco pellegrino) sia in migrazione (biancone e falco di palude).Numerosi i centri storici e le testimonianze artistiche e religiose entro i confini del parco: il Sacro Monte, la Badia di G0anna (XII sec.), 1 centri di Brinzio e Castello Cabiaglio, incantevoli villaggi montani. In vetta al Campo dei Fiori ha sede la Cittadella della scienza con l’osservatorio astronomico, stazioni meteorologiche e sismiche, serre e giardini botanici. Provincia: Varese (VA). Superficie: 37.451,89. Altitudine: da 370m a 1.226m s.l.m.
PARCO DEI MULINI
Il Parco dei Mulini è la naturale espansione del Parco Bosco di Legnano, lungo l’Olona, con la partecipazione anche dei comuni di San Vittore Olona, Canegrate, Parabiago. In un secondo tempo è prevista anche l’adesione di Nerviano. La collocazione del PLIS riveste, nel quadro del PTCP, un’importanza strategica rappresentando una porzione di terrirorio dai plurimi valori, in primis quello dell’asta del fiume Olona che attraversa tutti i comuni; tali ambiti si prestano, per la loro posizione, a riqualificazione ambientale e paesaggistica, presentano notevoli valori storici e architettonici ed anche risultano strategici per una ricucitura della frammentazione del territorio.Inoltre il fiume Olona viene identificato dal PTCP tav. 4 – rete ecologica – come corridoio ecologico principale di corso d’acqua, ed incrocia anche il Canale Villoresi, proprio a metà della sua estensione, anch’esso qualificato nello stesso modo. Questo ambito di transizione tra la pianura asciutta e irrigua ricopre un ruolo di notevole interesse ecologico con la presenza di connessioni della rete ecologica in varie direzioni: ad Ovest con il corridoio ecologico primario rappresentato dal corso del Ticino, a Sud con le aree extraurbane dei Comuni a ridosso del Parco Sud, a Est con corridoio rappresentato dal Canale Villoresi, verso il Parco delle Groane. Il canale Villoresi per altro risulta asse in grado di connettere la sequenza di spazi aperti di varie dimensioni che ancora permangono nell’urbanizzato denso. L’ambito territoriale del Plis dei Mulini si colloca immediatamente a est e a nord della proposta di progetto strategico speciale “ Dorsale verde nord “ del PTCP ora in adeguamento, la cui prossimità areale risulta estremamente interessante per le logiche di connettività territoriale ed ecologica. Dalle analisi territoriali si riscontra anche una importante sovrapposizione tra le fasce del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) e gli ambiti del PLIS, in cui si identificano i contesti di esondazione e ambiti preposti alle vasche di laminazione delle piene, quale prevista opera per arginare il rischio idraulico. L’asta del fiume e i suoi ambiti di pertinenza, in sostanza risultano il legame comune, fondamentale asse portante e linea di forza per le future strategie di sviluppo e riqualificazione paesistico – ambientale degli ambiti del PLIS stesso. L’uso di suolo del Plis risulta quasi totalmente adibito ad agricoltura, con presenza di pochi boschi. Il parco risulta avere un’estensione di circa 265 ettari ripartiti rispettivamente in ha 38,99 per Legnano, ha 91,89 per Canegrate, ha 62,47 per San Vittore Olona, ha 72,26 per Parabiago. Secondo il Contratto di Fiume ( 2004 ), il tratto di fiume Olona che scorre in un ampio spazio agricolo residuale, delimitato dall’urbanizzato in senso longitudinale, è un’area strategica ai fini ambientali, paesistici e fruitivi. Provincia: Milano (MI)
PARCO DEL ROCCOLO
Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Roccolo si colloca geograficamente nell’alta Pianura Padana, a nord-ovest del capoluogo milanese; estendendosi per 1595 ettari (circa 16 Kmq ) a cavallo tra i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago. Nato e riconoscuito dalla Regione Lombardia nella metà degli anni Novanta, riveste oggi un ruolo territoriale ed ambientale di notevole importanza nel comprensorio densamente urbanizzato e popolato dell’Alto Milanese, configurandosi come territorio in cui tutelare e migliorare gli ambienti naturali conservando e valorizzando la pratica dell’agricoltura. Proprio all’attività agricola è destinata la maggior superficie del Parco (circa l’80%) si coltivano prevalentemente mais, grano, frumento, avena, orzo, soia; sono diffusi anche i prati per la produzione di foraggio. Della rimanente superficie territoriale circa il 9% è occupata da aree boschive, la restante dalla rete irrigua, aree estrattive e viabilità. Tra le aree boschive di maggiore pregio sono da segnalare quelle in località ‘Brughierezza’ (tra i comuni di Casorezzo e Busto Garolfo), il ‘Bosco del Roccolo’ (comune di Canegrate) e i ‘Boschi di Arluno’ (comune di Arluno); molto diffusi sono i filari e le siepi a bordo dei canali e delle strade ‘bianche’. Una testimonianza della pratica agricola è rappresentata dalle numerose cascine sparse nel territorio, alcune di notevole interesse storico, tipologico e costruttivo. Provincia: Milano (MI). Superficie: 1491,4
PARCO DELLA VALLE DELL’AMBRO
Il Consorzio Parco Regionale della Valle del Lambro offre diverse strutture ricettive. Tra Monza e il lago di Alserio un percorso ciclopedonale si snoda per 40 chilometri a ridosso del fiume, tra boschi e paesi. Verso sud si trova l’Oasi di Baggero, un’ex cava trasformata in uno spazio unico: un’oasi stellare, una piazzola predisposta per l’osservazione delle cielo stellalo e di altri fenomeni astronomici.<br /> Il Parco Regionale della Valle del Lambro si trova in Brianza, tra i laghi di Pusiano e Alserio, a nord, ed il Parco della Villa Reale di Monza, a sud. I laghi di Alserio e Pusiano rappresentano la zona dei Parco di maggior interesse naturalistico con zone umide importanti come quelle della Riserva naturale della Riva Orientale del Lago di Alserio. Le vaste vedute panoramiche sono caratterizzate da una varietà di altopiani, piccole valli scavate dai fiumi, rogge e torrenti e da grandi prati alternati a più piccole zone boschive. Su tutto il territorio della Valle del Umbro sono disseminate numerose ville patrizie. filande e opifici di archeologia industriale, chiese, cascine e mulini perfettamente integrati con il paesaggio naturale, a testimoniare il passaggio di generazioni, culture e popolazioni che nel corso del tempo hanno abitato queste zone. Provincia: Varese (VA). Superficie: 8.181,82. Altitudine: da 167m a 376m s.l.m.
PARCO DELLA VALLE DEL TICINO
Punto di eccellenza del parco sono le sue “Vie Verdi”, 25 itinerari per 337 km totali nella zona nord, cui si sono aggiunti in seguito i 287 km della zona sud. In totale vi sono 122 km di piste ciclabili e circa 400 km di sentieri ciclo-pedonali. Il Parco del Ticino occupa i territori dei comuni lungo il corso del fiume da Sesto Calende (VA) a Ponte della Becca (PV), racchiude una grande varietà di ecosistemi naturali e gode dal 2002 della tutela dell’Unesco come Riserva della Biosfera. Vi sono boschi tipici delle colline pedemontane, quelli del fondovalle o delle brughiere, per un totale di 1300 specie di alberi e quasi 1400 di funghi. Lungo le rive prevalgono salici e pioppi, mentre allontanandosi farnie, olmi, ontani e carpini, oltre alle numerose specie tipiche del sottobosco, dagli anemoni ai mughetti, dal nocciolo al corniolo. Nel parco vivono 53 specie di mammiferi (martora, tasso, volpe, donnola) e 246 di uccelli, soprattutto acquatici (aironi, garzelle, nitticore, germani reali, folaghe e svassi). L’ente inoltre attua progetti di reintroduzione di specie estinte come i caprioli nei boschi o la trota marmorata e lo storione nel fiume. Lungo il Ticino riposano imponenti castelli che nei secoli hanno testimoniato il ruolo di confine naturale svolto dal fiume: Somma Lombardo, Vigevano, Bereguardo, Pavia. Caratteristiche anche le cascine (Sfrzesca,pecoraia), segno di una tipologia abitativo-economica specifica. Lungo il Naviglio Grande si possono ammirare le “ville di delizia” (XVII-XVIII sec. ) mentre intorno all’abbazia di Morimondo si stende una florida vallata trullo delle bonifiche dei monaci cistercensi. Provincia: Milano (MI) e Varese (VA). Superficie: 91.565,33. Altitudine: da 56m a 427m s.l.m.
PARCO DELLE GROANE
Il Parco ha sviluppato un sistema di piste cidabili che si snodano tra boschi e campi per un totale di circa 55 km. I cilisti possono raggiungere il luogo in auto, sfruttando numerosi parcheggi adiacenti, ma anche con il treno della linea Milano-Chiasso. In progetto ampliamenti che consentiranno di spostarsi da Como a Milano utilizzando strade riservate ai ciclisti. Oltre a un centro visitatori e informazioni sono presenti oasi come quella Lipu e quella WWF. Il Parco si estende nell’alta pianura a nord ovest di Milano, un’area che per la sua conformazione geologica peculiare presenta ecosistemi di particolare interesse: boschi acidofili, zone umide e le brughiere più meridionali d’Europa. In brughiera oltre al brugo, piccolo cespuglio sempreverde dalla spettacolare fioritura rosa in tarda estate, crescono la molinia, la felce aquilina, la genziana pneumonante, il mirtillo rosso, cespugli di frangola, di rovi, ma anche giovani alberi di pioppi tremoti, betulle e pino e nei siti più umidi, il raro salice rosmarinifoglio.I boschi acidofili delle Groane ospitano querceti misti di farnia e rovere, ma anche pino silvestre e betulla. A popolare questo territorio, pur stretto e composito, è una discreta varietà faunistica. Il terreno argilloso e poco fertile delle Groane ha favorito il sorgere a partire dal Settecento di numerose cave e fornaci che restano a testimonianza di un passato industriale interessante. Numerose anche le ville gentilizie progettate in armonia con il paesaggio circostante, ad uso dell’aristocrazia lombarda (Villa Valera, Villa Borromeo, Villa Raimondi, Villa Arconati). Provincia: Milano (MI). Superficie: 3.376,31. Altitudine: da 160m a 265m s.l.m.
PARCO PINETA DI APPIANO GENTILE
Diciannove sono i sentieri segnalati per un totale di 70 km percorribili. Vi sono itinerari dedicati agli aspetti geologici, agli impianti per la cattura degli uccelli migratori o all’osservazione della riproduzione degli anfibi. A Tradate è stato inaugurato un centro che coordina le iniziative educative dell’ente, include un punto informativo, il nuovo osservatorio astronomico ed il “Sentiero Natura”, progettato in modo da ricostruire e illustrare mediante pannelli gli habitat caratteristici del Parco. Da un punto di vista morfologico il territorio del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate si trova in quella fascia che fu al limite dell’avanzamento delle grandi glaciazioni che diedero origine ritirandosi ai grandi laghi del nord della penisola. Boschi di pino silvestre, castagno e farnia, carpino, betulla, ciliegio e acero ricoprono l’85% dell’area protetta, dando origine ad un mosaico paesaggistico che vede alternarsi vaste macchie di vegetazione a zone agricole e lembi di brughiera. Numerose le specie d’uccelli censite, sia stanziali che di passo: cincia dal ciuffo, picchio rosso maggiore, picchio nero, rapaci notturni e diurni. Tra i mammiferi vi sono volpi, tassi e diverse specie di roditori. Numerose le testimonianze storiche sul territorio: soprattutto ville signorili e stabilimenti industriali in stile liberty. Uno dei più significativi è l’ex officina Frera di Tradate, oggi riconvertita in biblioteca e centro multimediale. Nell’imponente Seminario Arcivescovile la maestosa basilica, una biblioteca e significativo museo di storia naturale. Provincia: Varese (VA) e Como (CO). Superficie: 4.828,31. Altitudine: da 235 a 435m s.l.m.
PARCO NATURALE BOSCO DELLE QUERCE
Nel parco esiste una serie di viali lungo i quali è stato collocato il “Percorso della Memoria” che racconta l’incidente del 10 luglio 1976 e la storia del Bosco delle Querce. Il parco comprende una specifica area naturalistica visitabile durante le visite guidate. Oggi il Bosco è un luogo vivo, che ricorda l’incidente del passato, ma soprattutto la capacità di coloro che vi hanno voluto porre rimedio e della natura che ha saputo rinascere. Lo sviluppo delle specie del Parco, monitorato negli anni, si è normalizzato e oggi vi è una buona biodiversità floreale di specie boschive come quercia indigena, acero campestre, carpino, tiglio, faggio, frassino, ornello, pioppo bianco, salice, betulla, pino silvestre. I primi animali a ripopolare l’area sono stali gli uccelli, prevalentemente specie legate agli ambienti boschivi, ma anche aironi, nitticore, germani e gallinelle d’acqua. Sono presenti inoltre conigli, volpi, ricci, talpe, arvicole, rospi, rane e raganelle, la lucertola muraiola e il biacco. Il Bosco delle Quercie nasce nel 1983 nella valle alluvionale del fiume Seveso dalla volontà di recuperare il territorio inquinato dalla nube tossica che si sprigionò il 10 luglio del 1976 dalla fabbrica ICMESA di Meda. Dal 1984 al 1986 l’area fu bonificata attraverso la demolizione dei fabbricali esistenti, l’asportazione del terreno superficiale e la piantumazione di alberi e arbusti. Provincia: Monza Brianza (MB). Superficie: 43,68. Altitudine: da 212m s.l.m.
PARCO NORD MILANO
Per meglio inserire gli spazi naturali nel contesto cittadino si sono installate attrezzature per il tempo libero: orti per anziani, campi da bocce, aree gioco bimbi, aree per i cani liberi, un velodromo per ciclisti amatoriali, un campo da baseball, aree pic nic. La Cascina Centro Parco ospita esposizioni, eventi artistici e sportivi, spettacoli e attività di animazione ed educazione ambientale. Un vasto reticolo di piste ciclopedonali per un totale di oltre 40 km attraversa il parco e lo collega ai diversi quartieri che lo circondano, creando una valida alternativa di mobilità “dolce” per l’intera area del Nord Milano. Nonostante la forte pressione antropica la natura ha continuato a svilupparsi tanto che oggi nel parco convivono fianco a fianco fìlari di alberi, radure e zone di bosco fìtto, prati e specchi d’acqua. A questa varietà si è accompagnata nel tempo anche quella faunistica: varie specie di uccelli, piccoli mammiferi, insetti e anfibi. Il Parco Nord Milano è un parco di cintura metropolitana costruito ex-novo su aree industriali dimesse e terreni incolti di periferia, come parte di un più ampio progetto di riqualificazione di tutta l’area metropolitana settentrionale. Al suo interno elementi del recente passato industriale, come il Teatrino Breda e lo stesso canale Breda, convivono con beni storici più antichi come Villa Torretta, di proprietà del Parco e ora trasformata in Grand Hotel, e Villa Manzoni. Provincia: Milano (MI). Superficie: 627,76. Altitudine: da 135 m a 155 m s.l.m.
PARCO DELLA VAL GRANDE
Il Parco Nazionale della Val Grande, situato in terra piemontese tra l’Ossola e Lago Maggiore, in prossimità del Canton Ticino, costituisce la più grande area Wilderness d’Italia e delle Alpi. È costituito dal territorio dei comuni di Aurano, Beura Cardezza, Caprezzo, Cossogno, Cursolo Orasso, Intragna, Malesco, Miazzina, Premosello Chiovenda, San Bernardino Verbano, Santa Maria Maggiore, Trontano e Vogogna.<br /> La Val Grande, abitata per cinque secoli da pastori provenienti dai comuni che la circondano, è stata abbandonata dagli alpigiani e dai boscaioli dopo la seconda guerra mondiale, ed è ritornata selvaggia come all’origine. Gran parte del suo territorio è ricoperto da una foresta fitta formata in prevalenza da castagni e faggi. In Val Grande si trovano specie botaniche rare e interessanti quali l’aquilegia alpina e il tulipano alpino. Dal punto di vista faunistico il re della Valle è il camoscio; sono presenti anche caprioli e aquile. Il parco è di grande interesse sotto il profilo geologico. La crosta profonda della terra raggiunge in Val Grande la superficie, come in poche altre parti del mondo. Inoltre è presente nel Parco la vena del marmo del Duomo di Milano.<br /> La Val Grande rappresenta una sorta di piccolo Nepal alle porte della civiltà; dista, infatti, solo 100 km da Milano e 150 da Torino e solamente 10 km dal Lago Maggiore e dell’Ossola. Proprio per questa sua peculiarità la valle è diventata Parco Nazionale.<br /> L’Ente Parco ha ristrutturato alcune baite ad uso bivacco e ha realizzato sentieri natura nella zona più esterna della Val Grande corredati da bacheche illustrative. Grande valore è stato dato all’Ente Parco al tema della civiltà alpina e dalla tradizione. È stato costituito il gruppo culturale ‘Le donne del Parco’ che è impegnato a mantenere vive le tradizioni in tutte le sue forme. Il Parco non è di facile accesso. Gli antichi sentieri degli alpigiani sono oggi invasi dalla vegetazione. Su alcuni di essi, i sentieri storici individuati dal Piano del Parco, l’Ente sta effettuando interventi di manutenzione. Tuttavia, malgrado ciò, i sentieri sono e rimangono di difficile percorrenza in alcuni punti esposti e quindi pericolosi. Sono da percorrere con grande prudenza e con guide che conoscono il territorio. Il Parco può essere scoperto, lentamente e camminando, attraverso escursioni condotte dalle Guide Ufficiali del Parco. Il programma può essere richiesto telefonando allo 0323/557960 ed è pubblicato sul sito internet del parco (www.parcovalgrande.it). Provincia: Verbano Cusio Ossola (VCO). Superficie: 15.000. Altitudine: da 217 m a 2299 m s.l.m.
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