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Superfici del Profondo. L’ombra e l’oscurità come porta d’accesso al sacro, nella mostra personale di Annibale Vanetti, in Villa Pomini a Castellanza.

Annibale Vanetti Villa pomini 2019-sempionenews 8.#Castellanza –  Prosegue con successo, la mostra personale di Annibale Vanetti,  allestita presso la Villa Pomini di Castellanza, dallo scorso 26 maggio.

Una bella occasione per incontrare l’artista e farci raccontare la sua personale visione dell’uomo e della ricerca del sacro e della luce, …“non luce accecante, ma piuttosto un’aurora nascente” (A. Zanoletti) .

“La mia ricerca non è un percorso preciso e lineare” – spiega Vanetti –  “ è un costante scendere e salire all’interno di se’, per andare a scoprire le emozioni e le tensioni (le Ombre) eternamente in conflitto dentro di noi e portarle alla luce, in una ricerca continua di scoperta e ridefinizione di armonia e di sacro.”

Annibale Vanetti Villa pomini 2019-sempionenews 15.Lo stesso allestimento della mostra” – prosegue l’artista– “non segue criteri cronologici o prettamente estetici. Mi lascio guidare dai quadri… e sono loro che in un certo senso, trovano da soli la giusta collocazione e dunque il loro equilibrio, l’uno con l’altro.”

I colori  rossi, simbolo delle passioni e delle emozioni, forti e contrastanti, e tutti i toni del blu, che contraddistinguono  “Superfici del Profondo”,   richiamano l’oscuro mare dell’inconscio,   ma rimandano sempre a  bagliori e luminescenze “chiarificatrici”,  capaci di far “arrivare un po’ di luce e  di aria”, anche sui grandi interrogativi dell’uomo, sull’esistenza e sulla morte.

Sono chiarori, mai luce accecante, poiche’ “ la nostra vista non puo’ sostenere  la luce del sole e la percezione diretta del sacro” (A. Zanoletti).

L’uso dell’oro, come nella iconografia classica, la mancanza di profondità, descrivono infatti le aspirazioni dell’uomo verso il divino e al contempo diventano un divino e un sacro che costringono, fino quasi a sentirsene schiacciati,  a riportare lo sguardo all’interno di sé..

La mostra prosegue fino a Domenica 16 giugno 2019, con il Reading poetico-letterario “Parole del Profondo” – ore 18.00 –  a cura dell’attore Antonio Zanoletti e brani musicali del Maestro Marco Colombo, eseguiti al pianoforte dall’autore.

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Classe 1952, Marnatese,  già musicista, scultore e  insegnante. L’esperienza del religioso cristiano e del concetto di sacrificio, l’amore per l’origine sacra della cultura nel mondo classico greco, gli studi all’Istituto di Scienze Religiose e non da ultimo l’incontro con la visione della vittima sacrificale dell’antropologo e filosofo francese René Girard, preparano il terreno  per la produzione visiva dell’artista.

Annibale Vanetti è presente in tutta Italia con mostre personali e collettive a partire dagli anni Ottanta. Nel 2001 fonda con Nino Portoghese, lo spazio associativo siracusano L’Arco e La Fonte: un crocevia di aggregazione, crescita e sviluppo di idee e progetti sul territorio, in costante dialogo tra le diverse forme artistiche.

Tiziana Mancini

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